Aiutami a fare da solo
Maria Montessori


Due ambienti accolgono circa 40 bambini fra i 3 ed i 6 anni con due maestre a tempo pieno. I bambini hanno l'accesso al giardino esterno con il piccolo anfiteatro e alla zona inferiore dell'edificio dove si trovano la palestra, la zona pranzo e l'atelier di pittura Stern.
Gli interessi di questa età si orientano anzitutto sulle attività di “vita pratica” legate alla “cura dell'ambiente e della persona”: lavare, lavarsi, allacciare, spazzare, spolverare, stirare, sbucciare, innaffiare, spremere, apparecchiare, riordinare.
Al tempo stesso sono basilari le esperienze sensoriali con i materiali Montessori e un primo approccio, senza forzatura alcuna, alle lettere e ai numeri e alla scoperta del mondo animale, vegetale e geografico.
L'ambiente a misura di bambino, con i suoi spazi bene articolati è motivo di sicurezza e aiuta ad agire con gioia, in prima persona. Ogni bambino può scegliere liberamente le attività, collocate alla sua altezza, sempre disponibili in modo che egli stesso possa riporvele.
Visto che a questa età i bambini agiscono soprattutto “tramite le mani”, nel senso che prevale il fare, ci sono anche proposte di tipo espressivo e costruttivo (creta, colore, collage, cartonaggio, uso di tessitura, semplici ricami), ed in piccoli gruppi:
Infine, durante l'anno si fanno alcune uscite in ambienti naturali e urbani (musei, teatri, …).
Finalità a lungo termine del lavoro educativo
Secondo Montessori l'educazione non può che essere indiretta, nel senso che la maggior parte delle attività non vengono proposte direttamente al gruppo con la richiesta di eseguirle, ma offerte alla scelta e all'iniziativa dei singoli bambini: libertà entro uno spazio ragionevole, possibilità di agire, di ripetere, di smettere secondo i propri ritmi, ma con l'impegno di rimettere gli oggetti usati al loro posto per poter essere usati da altri (di ogni oggetto c'è un campione unico!).
L'adulto non alza la voce, non sgrida, non comanda, non agisce al posto del bambino, anche se questi fosse in difficoltà. Lo si sostiene, lo si aiuta per quel tanto che è necessario senza spingerlo a competere, senza dare premi o castighi.
Bastano questi pochi elementi per generare nel gruppo dei bambini calma, fiducia verso l'adulto e tra di loro.
Inoltre il fatto che le classi siano formate in modo eterogeneo (due o tre età insieme, con la presenza di uno o due bambini con difficoltà sensoriali, motorie o comportamentali) favorisce la collaborazione, l'aiuto spontaneo, la capacità di aspettare accanto al piacere di fare presto e bene le cose di cui si è capaci.
Per ciascun bambino l'obiettivo generale è quello di favorire al massimo la conquista delle proprie indipendenze, il piacere di stare da solo e con gli altri, il gusto di scegliere e di condividere. Questo è un obiettivo che non si raggiunge con le parole, ma vivendo giorno per giorno i vantaggi costruttivi della libera scelta e del rispetto degli altri.
Elementi portanti del progetto educativo
La conquista progressiva dell'indipendenza
Qualsiasi esperienza – dall'allacciarsi le scarpe al distinguere i colori, dal lavarsi con cura i denti al riconoscere le forme geometriche – è per il bambino occasione e strumento di crescita.
Di conseguenza nella nostra Scuola non esistono attività di serie A o di serie B: in ogni situazione o proposta è essenziale favorire al massimo per ogni bambino – fosse anche portatore di difficoltà individuali più accentuate – il controllo indipendente del proprio operato tramite un'adeguata scelta di oggetti e delle modalità d'uso.
Un'ampia gamma di scelte
Grande cura viene posta sia sulla gamma di offerte possibili (utensili, giochi, libri, ecc.), sia sulla loro disposizione negli scaffali, affinché rispondano in ogni momento al desiderio di agire dei bambini e non siano mai mero passatempo.
Di conseguenza ogni bambino può scegliere liberamente l'oggetto, il luogo, il compagno o i compagni, la postura, il momento e la durata della propria attività, ovviamente entro ragionevoli limiti di spazio e di tempo, nell'interesse di tutti.
Il bambino ha diritto a ripetere a suo piacimento un'attività e a considerarla conclusa a suo giudizio, imparando progressivamente il riordino autonomo e accurato degli oggetti usati. Gli adulti sono tenuti a rispettare le scelte ed i ritmi di ciascuno, evitando di interrompere, di intervenire, pur con il necessario buon senso.
Piccole semplici regole coerenti
Con i bambini si concordano piccole semplici regole coerenti, pochi ragionevoli limiti che tutti, adulti compresi, sono tenuti ad osservare.
Queste regole definiscano con chiarezza e senza aggressività lo spazio di libertà che ciascuno ha a disposizione. Si tratta di limiti molto concreti: il modo di trasportare e di usare oggetti, il loro riordino, il tono della voce, il modo di camminare nella stanza, l'uso dello spogliatoio e del gabinetto, il modo di stare a tavola o di salutare…
Il ruolo dell'adulto
L'adulto fa da tramite tra il bambino e l'ambiente preparato: favorisce le scelte in base a proprie e ripetute osservazioni, predisponendo oggetti adeguati e significativi, curando l'ordine, mantenendo ogni angolo armonioso e funzionale, riparando le eventuali rotture.
L'adulto presenta l'uso degli utensili e dei materiali, propone esperienze di varia natura con totale distacco rispetto ai risultati. È attento che i bambini non siano mai esecutori passivi, obbedienti per timore o per conformismo. Non stimola la competizione, non esprime giudizi positivi o negativi sui risultati o sui comportamenti. È sempre incoraggiante, senza essere seduttivo.