La Scuola Montessori

di Varese

Il bambino
maestro di pace

Maria Montessori

I piccoli al nido
[Bambini al lavoro]

Circa 20 bambini fra i 12 ed i 36 mesi giocano, mangiano e riposano in due grandi ambienti comunicanti che si aprono sul giardino. Per ogni bambino di nuova iscrizione è previsto un periodo di ambientamento graduale a sua misura e in accordo con i genitori.

Gli interessi di questa età sono verso i materiali e gli oggetti più semplici: l'acqua, la terra, il gusto di travasare, di spingere e trascinare, di spingere e trasportare, di imparare a mangiare, a vestirsi e spogliarsi da soli.

Il gioco, l'incontro con i primi libri, l'apprendimento graduale delle prime regole in comune sono palestra di vita nel piacere di stare insieme agli altri.

Proteggiamo la quiete, la concentrazione, il gusto di ripetere; favoriamo ogni tentativo di indipendenza. Il lavoro dell'educatrice è soprattutto quello di non spingere in avanti, non anticipare, ma rispondere alle richieste non verbali di bambini così piccoli.

Il bambino persona competente

Il bambino piccolo non è un essere passivo, inconsapevole, privo di risorse; al contrario è persona competente fin dalla nascita, con molti bisogni, ma anche con capacità e sensibilità straordinarie: l'adulto che se ne occupa deve saper riconoscere e accogliere entrambi gli aspetti per poterli adeguatamente soddisfare e sostenere. Questa prospettiva implica il riconoscimento della diversità e originalità individuali, allenamento all'osservazione e rispetto dei ritmi di crescita.

Il ruolo degli adulti

Se la conoscenza del singolo bambino è l'elemento sul quale costruire una relazione non superficiale, è indispensabile che ogni educatrice sia messa nelle condizioni di poter conoscere a fondo il “suo” gruppo di bambini. Questo le permetterà di rispondere in modo personale, adeguato alle loro richieste e di diventare persona significativa, cui affidarsi con fiducia per conoscere altri adulti. Perché questo avvenga ogni piccolo gruppo di 5 o 7 bambini – a seconda dell'età – ha un proprio educatore stabile di “di riferimento”.

L'educatore non addestra

L'educatore non insegna, non “fa fare”: sa offrire ai bambini strumenti e possibilità di scoperta, preparando l'ambiente con tante attività diverse, significative, variate che permettono loro di agire in modo libero e creativo. Non “addestra”, sa mettersi da parte quando occorre per favorire le iniziative personali, il fare da soli, lasciando spazio, senza intervenire sempre e comunque.

Stare con gli altri

Per molto tempo si è affermato che il nido è luogo di socializzazione senza tener in debito conto che aprirsi agli altri è un processo che richiede tempo e misura. Il naturale interesse del bambino verso altri bambini matura lentamente e forzature possono produrre effetti assai negativi.

Il ruolo dell'adulto è fondamentale anche in questa direzione; suo compito deve essere quello di evitare gli estremi della competizione o della collaborazione forzata. Così facendo i bambini si incontrano (e a volte si scontrano) con la necessità di sperimentare l'attesa, il rispetto dei turni, l'utilizzo corretto del materiale comune e di quello personale, la scoperta della mediazione dei conflitti…

L'ambiente

Ai bambini più piccoli l'ambiente dovrà offrire protezione e tranquillità, ma parallelamente dovrà essere interessante e capace di attivare la loro attenzione, assecondando e favorendo la loro crescita. Grande rilevanza riveste la scelta di oggetti e proposte che arricchiscano l'esplorazione sensoriale (dunque meno plastica e più materiali naturali).