Free the child’s potential,
and you will transform him
into the world
Maria Montessori


Quali disuguaglianze
In Congo, paese in cui le donne non osano parlare in pubblico, martirizzate senza che se ne rendano conto, una di loro lotta instancabilmente contro disuguaglianze e analfabetismo. Stella Lwimbwa, tra le poche ad essersi laureata all’università di Kisangani (storia e scienze sociali), a 50 anni percorre instancabilmente le campagne settentrionali del suo paese, promuovendo assemblee, insegnando a leggere e a scrivere, a discutere, a decidere insieme donne e uomini. La sua storia comincia di lontano quando il padre si rifiutò di darla in moglie bambina a un potente del luogo e per questo la nascose e la fece studiare. Stella oggi aiuta le donne a sentirsi più forti e solidali, a creare casse di risparmio collettive per le situazioni di difficoltà, a lottare positivamente contro le ingiustizie di costume, imposte persino dalla polizia.
“Essere forti –ella dice– non significa identificarsi con gli uomini, ma studiare per diventare indipendenti anche sul piano finanziario. Se la donna si mostra debole, l’uomo si sente in diritto di trattarla male!”
Aiutarsi tra donne
A Brema, in Germania, un gruppo di donne ha deciso di riprendere la tradizione delle “Beghine”, donne sole –nubili o vedove– che nel Medioevo, in Belgio, Olanda, Germania, Francia sceglievano di vivere insieme in grandi famiglie e non riconoscevano alcuna autorità: maritale, familiare, civile o religiosa.
La loro vita comunitaria era ritmata dalla preghiera e dalla contemplazione ma anche dal lavoro –cura dei malati, insegnamento alle ragazze, traduzione di testi latini– grazie al quale erano del tutto indipendenti. Le moderne beghine di Brema, alle soglie del XXI secolo, vedove, divorziate, sole per caso o per scelta, a volte con figli, hanno creato con il sostegno di un contributo europeo una cooperativa di abitazioni molto curate sotto il profilo architettonico ed ecologico: il Beginenhof o Casa delle beghine. Gli appartamenti, collegati tra loro tramite ballatoi esterni –un po’ come nelle vecchie case a ringhiera– sono in parte acquistati e in parte affittati.
Le 73 donne che ci vivono si aiutano tra loro anche nella cura dei figli –una ventina tra i due e i diciotto anni– e si incontrano tre volte al mese per conoscersi e per condividere i problemi. Gli uomini possono entrare nelle case solo se invitati, passarvi anche una notte, ma non risiedervi abitualmente e tanto meno acquistare uno degli alloggi.
Dal Quaderno Montessori n. 77