Free the child’s potential,
and you will transform him
into the world
Maria Montessori


Una strategia d’amore
“Nostra figlia Anna di 4 anni passa tutte le notti nel nostro letto. Anche se la spostiamo nel suo, torna sempre in mezzo a noi, impedendoci di dormire bene… Le abbiamo sperimentate tutte senza successo… Aiutateci con qualche idea nuova!”
(Tommaso R., Lecco)
Questa richiesta ci è stata rivolta da un padre esasperato: diciamo subito che la soluzione è faticosa al quarto anno di cattive abitudini. Prima di tutto chiediamoci perché mai la bambina agisca così. In educazione non funziona mai l’attacco diretto al segnale: è un po’ come prendere calmanti a ogni mai di testa, senza preoccuparsi di sapere da dove questo abbia origine. Cura il sintomo, ma non la causa, con il risultato, forse, di peggiorare la situazione.
Da parte di Anna, certo in modo inconsapevole, c’è un’esasperata richiesta di attenzione, una “fame” tirannica ed esclusiva, mai saziata malgrado tutte le attenzioni che riceve.
Per caso nei primi mesi di vita è stata “esiliata” da un contatto intimo e frequente dal corpo materno? Il padre ammette che è stato proprio così: “Ci sembrava giusto lasciarla piangere, però dopo ci siamo pentiti e quando lei ha cominciato a venire nel letto nel pieno della notte, gliel’abbiamo permesso, come una prova d’amore da parte sua”. Si è incorsi allora nell’errore di non porre limiti o di metterli in modo discontinuo? Chissà. Certo è che un bambino piccolo – sensibile come ogni essere vivente a ciò che può recargli benessere e vantaggio – percepisce facilmente l’incertezza degli adulti e la utilizza per protrarre all’infinito una condizione di “bebè” con tanto di cordone ombelicale. Il compito di tagliarlo perché il figlio cresca forte e sviluppi tutte le sue potenzialità è però dei genitori, non del bambino!
A questo punto per Anna occorre una strategia nuova, a piccoli passi ma ferma, senza rimpianti né rabbia, senza toni vendicativi o punitivi: si tratta di progettare un piano di cambiamento, pensando anche al modo migliore per presentarlo alla bambina, con poche parole semplici e sistemando con la sua collaborazione una branda nella stanza dei genitori, da spostare in un secondo momento in una stanza vicina.
Si può cominciare dicendole, presenti entrambi i genitori: “Da domani non potrai più venire nel nostro letto. Mettiamo un lettino per te nella nostra stanza e dormirai lì”. Il lettino porre essere preparato insieme a lei, con una copertina nuova, la bambola prediletta, una piccola luce o una pila o altro che possa essere scelto con e da Anna, come riconoscimento dei suo diventare grande.
Per la proposta conviene scegliere una sera che preceda un giorno o due di vacanza (meglio se sono di più ad esempio un “ponte”) in modo che, se si perde sonno, si possano reggere bene gli inevitabili risvegli per riportarla ogni volta nel suo letto. Difficile prevedere le reazioni della bambina comincerà a piangere, a gridare? Tornerà nel lettone dieci volte? L’importante è non cedere con la stessa calma fiduciosa del primo annuncio: “Io ti sto vicino, ma tu non puoi più venire nel nostro letto di notte”.
Durante il giorno non si parli minimamente della cosa, con nessuno, nemmeno se la piccola provoca. Un sorriso silenzioso può bastare. L’importante e riproporla ogni sera, tenendo duro per almeno una settimana o dieci giorni. Non parlate nemmeno con altri del piano che avete ideato qualcuno potrebbe commentare con lei o davanti a lei e non va bene: non ha bisogno di nuovi protagonismi.
Non cambiate nulla senza un’attenta analisi degli avvenimenti. Dovete essere convinti che siete voi a guidare la bambina per il bene di tutti e tre e non il contrario. Questo l’aiuterà anche in futuro a rispettare i tanti “semafori rossi” di cui la vita è disseminata.
Può darsi che, strada facendo, metta in atto nuove strategie e opposizioni ad esempio sull’ora di andare a letto, sul cibo, sul lavarsi e chissà che altro, ma voi non lasciatevi scomporre, non fate prediche: l’ora della nanna deve essere sempre la stessa, eventualmente con un breve rituale – un libretto e basta. Ai capricci sul cibi (“Non lo voglio, mi fa schifo”) si toglie il piatto, senza commenti moralistici, dicendo: “Va bene, si vede che non hai fame” e non si dà altro.
Non vuole lavarsi da sola? La lava l’adulto senza troppe parole. Insomma, non cedete ad alcuna provocazione, ma al tempo stesso offritele qualche esperienza interessante nella giornata, qualcosa di bello da realizzare con uno o l’altro di voi. Se farete le cose bene, cioè con amore e con fermezza, in poco tempo otterrete risultati positivi.
Dopo la prima notte che Anna riuscirà a trascorrere interamente nel suo letto apprezzate il suo sforzo, lodatela pur senza esagerazioni; se la notte seguente ricominciasse, non scoraggiatevi, non sgridatela. Riprendete da capo come la prima sera, finché non riuscirà di nuovo a darsi un limite. Appena il cambiamento si mostrerà stabile, offritele un piccolo dono che avrete tenuto pronto – una borsettina, un libretto o altro che possa farle piacere – per dimostrare che è stata davvero brava. Non deve essere un oggetto promesso, ma una piccola sorpresa, un modo per lei inaspettato di dirle grazie (Le promesse, i premi hanno un fine ricattatorio: Anna deve accettare il cambiamento non in vista di un regalo, ma perché sta diventando grande e per persuadersene le occorre un certo tempo).
Intanto preparate nella stanza che sarà la sua il (futuro) lettino, sempre con il suo aiuto, ascoltando fin dove è possibile le sue preferenze e dicendole più volte e affettuosamente: “Un giorno dormirai qui!”
Dopo un periodo stabile sufficiente – un mese, due o più? – proponete il secondo passaggio. Nessuna fretta: dovrete essere ben sicuri che sia maturo il tempo per realizzarlo. Di nuovo scegliete un periodo di vacanze, togliete la branda dalla vostra stanza e mettetela vicina, ma non troppo, al suo lettino già preparato: servirà all’uno o all’altro di voi genitori –decidete prima chi, per evitare imprevisti: lei non ne ha bisogno ora. Date aria nuova alla sua camera, seguendo i suoi gusti, eliminando – con lei e se lo desidera – giochi di quando era piccola. Quindi ripartite di nuovo con la stessa calma, con il sorriso e la stessa ineluttabile fermezza. Un’altra piccola sorpresa arriverà al nuovo successo ormai stabilizzato.
Chiara Comberti
Dal Quaderno Montessori n. 92
![[Libro Facciamo la nanna]](img/dormire.jpg)
Se volete saperne di più sul sonno leggete Facciamo la nanna edito da il Leone Verde, Torino 2006: un buon libro per genitori e bambini.